100 COOL RIDERS

the spectacular exhibition
by Spanish illustrator
Emilio Cabañas
at the FIM headquarters
in Geneva.

NITROCYCLES – THE W-MAX

Article: SS N.11

Txt: Emanuele Tacchia (Ita-Eng)

Ph: Diego Bermudez

“Hanno fatto le cose giuste, hanno fatto bene”.

Potrebbe riassumersi in queste 8 parole il lavoro dei ragazzi di Nitrocycles per questa V-Max, per l’occasione ribattezzata W-Max. Sarebbe un ottimo riassunto ma sminuirebbe il lavoro di questo Garage spagnolo: perchè approcciarsi a questa modello non è mai semplice, per la linea oramai senza tempo ma anche distintiva; per il motore da Muscle Car americana ma anche perchè i difetti della brucia semafori di Iwata sono oramai noti a tutti e porvi rimedio non è mai semplice: frena poco, monta gomme degne di una custom anni 80, una forcella che oramai non monterebbero nemmeno su un 125cc.

Ecco quindi che la ricetta viene da se: snellire, migliorare il migliorabile, potenziare il potenziabile e cercare di regalare un tocco di modernità a questa icona di fine anni ‘80.

La prima cosa che balza all’occhio è la modifica alla linea generale: il telaietto posteriore viene modificato e chiuso con un classico archetto e al posto dell’ingombrante codone originale simil custom appare uno slanciato codino home made, con tanto di tappo serbatoio come nell’originale, (perchè, per chi non lo sapesse, il V- Max monta il serbatoio posteriormente: quella anteriore è solo una cover!).

Il nuovo posteriore viene completato da una nuova sella, sicuramente più slanciata rispetto all’ingombrante originale. La forma di codino e sella, assieme all’eliminazione dello strumento tondo originale accentuano ancora di più il profilo a “dorso di bufalo” della moto, dando l’idea di belva pronta a scattare alla prima occasione.

Nuovi sono anche i fianchetti, il faro anteriore full led, il portatarga filo ruota, il parafango anteriore decisamente minimal e l’impianto di scarico: 2 meravigliosi supertrapp, con una forma che pare pensata per questa moto per quanto calzano a pennello.

Anche le modifiche alla ciclistica contribuiscono alla nuova postura della moto: via i cerchi stile custom originali, ecco arrivare un avantreno hayabusa (forcella freni e dischi), modifica al cardano e cerchio posteriore per equipaggiare la moto con un adeguato 180/60-17.

Il motore è già oltre l’esuberante versione standard, quindi per lui solo una nuova verniciatura, una messa a punto, kit dynojet per i carburatori …chissà alla prima apertura del gas che urlo!

Splendida la verniciatura bianco perlato e nera e come sempre, a rifinire, accessori Motogadget e Rizoma.

Quindi si, i ragazzi “hanno fatto le cose giuste e hanno fatto bene”: ma guai a non prendere sul serio questa W-Max e i loro creatori! _

Eng_

“They did the right things, they did well”.

The work of the Nitrocycles guys for this V-Max could be summarized in these 8 words, for this version, renamed W-Max. It would be a good summary but it would diminish the work of this Spanish factory, because approaching this model is never simple; for the timeless but also distinctive line; for the American Muscle Car engine, but also because the defects of Iwata’s traffic light burner are now known to all and to remedy them is never easy: the brakes are poor, it comes with  tyres worthy of a custom from the 80’s, the forks  now would not even be found on modern a 125cc.

This is why the recipe comes from within: to streamline, improve the improvable, enhance the upgradeable and try to give a touch of modernity to this icon of the late 80s.

The first thing that catches your eye is the change to the general line: the rear frame is modified and finished with a classic bow instead of the cumbersome original custom-like tail piece, allowing a slender, home-made tail to appear, again integrating the cap tank (because, for the uninitiated, the V-Max  tank is fitted to the rear: the front is just a cover!).

The new rear end is completed by a new saddle, certainly more slender than the original bulky one. The shape of the tail and saddle, together with the elimination of the original round instrument accentuate even more the “buffalo back” profile of the bike, giving an idea of a beast ready to shoot at the first opportunity.

Also new are the side panels, the full led headlight, the wheel trim, plate holder, the decidedly minimal front fender and the exhaust system: 2 wonderful Supertrapp, with a shape that seems designed for this bike as far as they fit.

Modifications to the chassis also contribute to the new posture of the bike: via the original custom style rims, here comes a Hayabusa front end (brake and disc fork), modification of the drive shaft and rear rim to equip the bike with a suitable 180/60-17 tyre.

The engine is already ‘over the exuberant’  in the standard version, so  only a new paint, a tuning, Dynojet kit for the carburetors … it knows at the first opening of the gas that I will scream!

Beautiful pearly white and black paint and, as always, to finish, Motogadget and Rizoma accessories.

So yes, the guys “did the right things and they did well”: but woe betide those who do not take this W-Max and their creators seriously!